Io ho un alter ego, pochi lo sanno. Si chiama Claudia. Non è un nome scelto a caso in un momento di follia, il mio alter ego si chiama davvero Claudia. E' un nome che mi è sempre piaciuto non tanto per il suo significato (che è qualcosa come "zoppo") quanto per il suo suono che mi ricorda tanto "nuvola" in inglese. La dada Chiata dice che Claudia ha un suono che scivola e rimbalza, come un'onda su uno scoglio... Clau...scivola, rotola e ...dia, rimbalza.
Io parlo molto con Claudia. Anche se non ce ne sarebbe bisogno perchè lei sa tutto di me, io le parlo lo stesso. E non pensiate che lei mi da sempre ragione, non è cosi.
Claudia mi cazzia, mi rimprovera, mi mette anche i bastoni tra le ruote a volte.
Anzi per dirla tutta lei non è quasi mai d'accordo con me, non so se lo faccia per dispetto o per ripicca ma ha sempre qualcosa da ridire, mi fa sentire come una che fa solo stronzate. Meno male che i congiuntivi non li sbaglio perchè se li sbagliassi lei sarebbe una di quelle sempre lì ad ascoltare e a correggere. Fastidiosa.
L'altra sera io e Claudia abbiamo parlato tanto. Sedute sul divano con un bicchiere di tè freddo parlavamo del passato, del presente e del futuro. Lavorativo, anche.
Io ho un sogno e Claudia lo sa; è quello di poter avere un giorno una mia attività, un asilo ovviamente, tutto mio. Certo per ora è solo e soltanto un sogno, ma pur sempre un sogno che prima o poi intendo realizzare. Stavolta Claudia mi ha ascoltato senza fiatare. Quando Claudia mi ascolta senza fiatare i motivi sono due: o non mi sta prendendo sul serio oppure, molto più raramente pensa che in quello che dico almeno un 5% di sensato ci sia. Credo che neanche stavolta mi abbia preso sul serio.
Parlavo del mio futuro asilo, dei miei futuri bambini, delle attività, degli arredi e del materiale didattico. Lei mi guardava e ogni tanto faceva "ah" "si" "uhm" per farmi credere di essere interessata.
Certo i problemi ci sono, le dicevo. I soldi, certo, ma la Regione finanzia....si si certo i permessi, ma c'è una legge Regionale.... Ogni volta che dicevo la parola Regione o un suo derivato Claudia si contorceva un po', cambiava espressione, abbassava lo sguardo.
A un certo punto, alla fine del mio quasi-soliloquio mi guarda e mi fa: "sì, ok, ma la Regione quale?"
La Regione quale???
"ah" le ho risposto, "tu che dici?".
"Boh" mi ha detto.
Al che mi sono un po' alterata. Ma che razza di alter ego mi sono andata a trovare?
La prossima volta parlo da sola, almeno mi rispondo.
Dada Delfina
venerdì 4 settembre 2009
mercoledì 29 luglio 2009
TERAPIA DI GRUPPO

Ultima settimana all'Abc. La seconda settimana senza la capa.
Tutti i giorni, all'ora del pranzo dei bimbi io e la dada di Gs facciamo la seduta psichiatrica o terapia di gruppo. La terapia di gruppo comincia tutti i giorni con un coro: CHE SUCCEDE??? CHE SUCCEDE??? CHE SUCCEDE????
Sono loro, i bambini che danno il via tutti i giorni alla seduta.
Tutti i giorni alla stessa ora, quella della frutta del dopo pranzo, passa la macchina che pulisce la strada; appena i bimbi avvertono e riconoscono il rumore levano il coro, sempre lo stesso tutti i giorni: CHE SUCCEDE??? A partire da questo coro si crea un clima di rilassatezza e divertente confidenza tra noi educatrici e loro, i bambini 24/36, cioè quelli dell'ultimo anno, dai due ai tre anni. Sono 6/7 bambini. Con questo coretto sembra quasi che si instauri un'atmosfera di complicità in cui noi siamo bambini e loro un pò educatori. Allora si parla, si scherza, si ride e ci si fa i dispetti. Noi e loro, alla pari. E si parla di tutto: di mamma e papà, delle vacanze, dei giochi preferiti, dei fidanzati e degli amici, del futuro (per loro, in particolare l'imminente esperienza della materna, senza di noi).
E allora si sentono frasi come "io io io io io vado al mare coi cugini"; "P. è seduto lì, si vede il culo!" "dada, chiudiamo la dada Erminia in bagno?" " Io vado in Toshcana con la paletta!".
Spesso capita che io e la dada Gs diamo l'input e poi lasciamo che siano loro a intavolare la conversazione. Ogni giorno mi prometto di portare la videocamera perchè è impossibile raccontare tutto quello che viene fuori da quelle conversazioni. Ci sono quei momenti che io e la dada Gs non riusciamo quasi a stare in piedi dalle gran risate. Ma poi l'incanto quasi sempre viene rotto da un pianto di neonato o da un odore sospetto. E allora bisogna interrompere la terapia di gruppo, e rimandare tutto all'indomani. Tanto la macchina per pulire la strada passa tutti i giorni alla stessa ora, all'ora della frutta.
E tutti i giorni si leva quel coro: CHE SUCCEDE???
Dada Delfina
domenica 12 luglio 2009
Luglio, tempo di bilanci.
Mancano tre settimane alle tanto agognate ferie.
Il 31 Luglio è la data che tutte noi all'Abc aspettiamo più o meno dal primo di settembre...
Luglio è un mese particolare: fine delle attività e cazzeggio più totale, alcuni bimbi partono per qualche giorno di vacanza liberandoci delle loro vocette insidiose e tutte siamo più stanche ma nello stesso tempo elettriche perchè ormai manca poco e le vacanze si avvicinano. Talmente elettriche che alle volte dimentichiamo a casa la testa e ne combiniamo di cotte e di crude. Come la Dadaniela che si è dimenticata di aprire una mattina. L'apertura è alle sette e mezza e lei è stata svegliata alle otto al telefono dalla voce (non proprio gentile in quel frangente...) della capa richiamata all'ordine da un papà in attesa dell'apertura.
E Luglio è anche mese di bilanci, e bilanci all'Abc significa soltanto una cosa: bambini che vanno via. Una cricca di bambini che vanno alla materna lasciando un vuoto incommensurabile tra quelle quattro mura che è anche vero, presto saranno riempite da altre vocette, altre faccine, altre corse, altri pianti, altre risate. E' che adesso sempbra assurdo pensare di riaprire e non trovare più quei bambini. Poi è vero ci si fa l'abitudine ma all'inizio è strano.
E ci sono altri bambini che ci lasciano a metà. Sono quelli che fanno la domanda al nido comunale e vengono presi...e tra questi c'è anche lei, la mia adorata punkabbestia. La bionda con la faccia da stronza. A Settembre compirà un anno e non lo festeggerà all'Abc...
L'ho conosciuta quando ancora non esisteva. L'ho vista che aveva pochi giorni, l'ho presa in braccio che forse aveva un mese, le ho cambiato il pannolino che forse ne aveva due, è arrivata all'Abc in veste ufficiale che aveva cinque mesi, mi ha fatto prendere due tonsilliti e una congiuntivite, ma cosa fai quando una creatura di cinque mesi avvicina la sua boccuccia spalancata alla tua con l'intento di baciarti? Credo che se lo facesse Raoul Bova potrei appellarmi alla mia resistenza ma credetemi se lo fa una bambina di pochi mesi non è possibile.
Ma il nostro lavoro è così. E' un continuo susseguirsi di amori brevi e intensi. E ogni volta ci si ripromette di essere più fredde, più professionali, ma puntualmente arriva il cucciolo di turno che ci fa perdere la testa con un sorriso e con lo stesso sorriso ci abbandona inconsapevole, facendoci ciao con la manina come se dovesse tornare domani.
E invece tu sai che con molta probabilità non lo rivedrai mai più.
Dada Delfina
Il 31 Luglio è la data che tutte noi all'Abc aspettiamo più o meno dal primo di settembre...
Luglio è un mese particolare: fine delle attività e cazzeggio più totale, alcuni bimbi partono per qualche giorno di vacanza liberandoci delle loro vocette insidiose e tutte siamo più stanche ma nello stesso tempo elettriche perchè ormai manca poco e le vacanze si avvicinano. Talmente elettriche che alle volte dimentichiamo a casa la testa e ne combiniamo di cotte e di crude. Come la Dadaniela che si è dimenticata di aprire una mattina. L'apertura è alle sette e mezza e lei è stata svegliata alle otto al telefono dalla voce (non proprio gentile in quel frangente...) della capa richiamata all'ordine da un papà in attesa dell'apertura.
E Luglio è anche mese di bilanci, e bilanci all'Abc significa soltanto una cosa: bambini che vanno via. Una cricca di bambini che vanno alla materna lasciando un vuoto incommensurabile tra quelle quattro mura che è anche vero, presto saranno riempite da altre vocette, altre faccine, altre corse, altri pianti, altre risate. E' che adesso sempbra assurdo pensare di riaprire e non trovare più quei bambini. Poi è vero ci si fa l'abitudine ma all'inizio è strano.
E ci sono altri bambini che ci lasciano a metà. Sono quelli che fanno la domanda al nido comunale e vengono presi...e tra questi c'è anche lei, la mia adorata punkabbestia. La bionda con la faccia da stronza. A Settembre compirà un anno e non lo festeggerà all'Abc...
L'ho conosciuta quando ancora non esisteva. L'ho vista che aveva pochi giorni, l'ho presa in braccio che forse aveva un mese, le ho cambiato il pannolino che forse ne aveva due, è arrivata all'Abc in veste ufficiale che aveva cinque mesi, mi ha fatto prendere due tonsilliti e una congiuntivite, ma cosa fai quando una creatura di cinque mesi avvicina la sua boccuccia spalancata alla tua con l'intento di baciarti? Credo che se lo facesse Raoul Bova potrei appellarmi alla mia resistenza ma credetemi se lo fa una bambina di pochi mesi non è possibile.
Ma il nostro lavoro è così. E' un continuo susseguirsi di amori brevi e intensi. E ogni volta ci si ripromette di essere più fredde, più professionali, ma puntualmente arriva il cucciolo di turno che ci fa perdere la testa con un sorriso e con lo stesso sorriso ci abbandona inconsapevole, facendoci ciao con la manina come se dovesse tornare domani.
E invece tu sai che con molta probabilità non lo rivedrai mai più.
Dada Delfina
giovedì 2 luglio 2009
COSA VUOI FARE DA GRANDE? -parte seconda

Faccio l'educatrice e sono contenta.
Guadagno un cazzo ma mi piace questo lavoro e sono contenta davvero; mi piace svegliarmi la mattina ed essere felice di andare all'ABC.
Ma a volte mi fermo a pensare a quanti altri mestieri avrei potuto fare se non avessi scelto questo lavoro...o se questo lavoro non avesse scelto me. A parte la nuvola ovviamente, che non era fattibile per ovvi motivi, sono tanti i mestieri che in trenta e passa anni ho pensato di fare.

LA PASTICCERA, PIZZAIOLA, GELATAIA. Insomma una che sta dietro un banco a fare e/o vendere per tutto il giorno cose buone. Tra i tre forse quello che mi sarebbe piaciuto di più è il gelataio. Prima di tutto perchè a fare il pizzaiolo o il pasticcere mi brucerei col forno; e poi gli odori di pizza e dolci prima o poi stufano, il gelato non fa un odore forte e non brucia. E poi una volta, in una gelateria di Cagliari, ho visto un gelataio che si preparava un mini-cono della grandezza di una punta di cono normale e se lo mangiava. Ecco se io fossi una gelataia anzichè prepararmi, nell'arco della giornata tre o quattro coni normali, mi preparerei una trentina di quei mini-coni! Ma poi ho pensato che il gelataio lavora per tutta l'estate e finisce di lavorare tardissimo la notte,e anche il pizzaiolo e il pasticcere...non mi piace, niente gelataio, niente pizzaiolo, niente pasticcere.

IL MEDICO: Un mestiere che fa guadagnare tanti soldi. Mi è capitato di vedere me stessa, in camice verde e crocs verdi abbinate che si aggira per i reparti a dispensare medicinali e infelici diagnosi. Me stessa studentessa di medicina che suda milleduecento camicie su difficilissimi testi. Me stessa che taglia e cuce carne umana, ma anche no. Me stessa tirocinante che finisce a letto con una specie di dottor Sheperd, anche sììììì...ma poi ho pensato che io son troppo ipocondriaca; io se sento una malattia corredata di sintomi, tempo due ore io quei sintomi ce li ho tutti, ergo io ho quella malattia. Io in trent'anni e passa ho avuto almeno un milione di malattie, di cui il 90% mortali. Non c'è un punto del mio corpo che non sia stato accusato dalla mia mente malata di essere ricettacolo di un bruttissimo male. E un conto è sentir parlare di malattia una volta all'anno, un conto è fare il medico e sentir parlare di malattie ogni 3-4 minuti per tutti i giorni...non mi piace, niente medico.

LA LIBRAIA. Bellissimo lavoro. Ho sempre sognato di lavorare in una libreria, anzi di avere una libreria tutta mia, promotrice di tante interessantissime iniziative. Mi sarei rassegnata anche a lavorare di sabato e qualche domenica. Finchè non ho visto che la Feltrinelli di via dei Mille chiude tutti i giorni all'una di notte e il sabato alle due. Non mi piace, niente libraia

IN UFFICIO. A fare qualsiasi cosa, ma dietro una scrivania. A compilare scartoffie, a sbatacchiare sui tasti, con delle decolletè col tacco 12 e le gambe accavallate, coi capelli in ordine, il tailleur e le unghie perfette e la maglietta senza scie lumacose che si vedono in controluce. A fare la pausa caffè e leggere il sole 24 ore, e rispondere alle telefonate e fermarsi per l'happy hour, e chiedere l'aumento al capo e flirtare col collega come quelle signorine descritte da Cosmopolitan che lavorano tutte in ufficio. Che figata...quante volte, in mezzo al delirio e alla confusione ho esclamato con (poca) convinzione: "Voglio la scrivania!!!" Che figata...tutto questo per un giorno. E sì, perchè già il secondo giorno di lavoro mi verrebbe l'ansia, inizierei a muovere in modo frenetico i piedi ( con le decolleté tacco 12), a mangiarmi le unghie perfette, a stritolarmi i capelli piastrati e tinti, a fregarmi gli occhi mascarati, a grattarmi le gambe smagliandomi le calze da 35 euro, a mandare a fanculo capo e collega. Non mi piace, niente ufficio.

LA PSICHIATRA. E diventare famosa, scrivere libri ed essere intervistata al Maurizio Costanzo Show, raccontare la mia vita, il mio lavoro, i libri scritti,come Morelli e poi attaccarmi dietro a Bettarini per fare il trenino, o viceversa. Ma poi ho pensato che fare lo psichiatra forse non è solo questo e non mi piace, niente psichiatra.

LA HOSTESS. Quelle vere che stanno sugli aerei. Sempre in giro per il mondo senza fare un cazzo se non andare avanti e indietro per il corridoio dell'aereo e fare sorrisi a destra e a manca, e chiudere cassettini portabagagli con la manina dalle unghie perfette (anche loro)e muovere le braccia a mò di tg per i sordomuti mentre una vocina registrata dice cosa bisogna fare in caso di....ecco appunto, in caso di. Non mi piace, la hostess no.

LA WEDDING PLANNER. Ecco questo è uno di quei lavori che mi piacerebbe ancora fare: organizzare matrimoni! Occuparmi dei fiori, del ricevimento, dell'animazione, prendere i contatti con la Chiesa e il ristorante, andare ad assaggiare il menu...farmi i cazzi degli sposi, che meraviglia. E ci ho anche provato...Un anno e mezzo fa io e la dada Chiara abbiamo fatto un colloquio in un'agenzia che organizzava eventi, presentandoci come Wedding planners e raccontando un mucchio di fesserie sul nostro fittizio cv. Stiamo ancora aspettando che ci chiamino...mi piace, la wedding planner sì!

E poi ci sono quei mestieri che non mi piacerebbe proprio fare, ma provare a fare per una giornata, o forse anche solo mezza: falciare l'erba con la falciatrice elettrica, tracciare i campi da calcio con la calce, preparare quella pastella di sabbia e cemento che fanno i muratori, passare l'intonaco, lavare i pavimenti della stazione guidando quelle macchinine elettriche che puliscono, appunto, i pavimenti nelle stazioni, mettere le multe alle persone che viaggiano in autobus senza l'apposito titolo di viaggio...o anche perchè no, fare la casalinga, ma non quella che pulisce casa e fa la spesa. La casalinga che va in palestra, al centro estetico, a fare shopping, all'aperitivo con le amiche e torna a casa la sera in tempo per far trovare la cena pronta al marito. Quella che è passata a ritirare al take away dopo l'aperitivo!
Eppure tra tutti quei mestieri che avrei potuto fare ho scelto proprio di rinchiudermi in un asilo nido con potenziali psicopatici che urlano, piangono e cagano tutto il giorno. Forse allora è proprio vero, non sono io che ho scelto questo mestiere, ma è questo mestiere che ha scelto me.
Dada Delfina
domenica 31 maggio 2009
COSA VUOI FARE DA GRANDE?

Chi di voi non si è mai sentito porre questa domanda? Penso nessuno.
Alle scuole elementari è la prima domanda che ti fanno.
Quando vai con mamma e papà e trovare i parenti, o dal medico, o a un funerale o al parco o al ristorante se hai un'età compresa tra i tre e i dieci anni ti chiedono: "Cosa vuoi fare da grande?". Sembra quasi che quando un adulto non sa cosa chiedere a un bambino usi questa domanda per fare conversazione.
I maschietti in genere vogliono fare gli astronauti, i cow-boys, i pirati. Alcuni i dottori.
Le femminucce vogliono fare le ballerine, le maestre (soprattutto se a fare la fatidica domanda è la maestra, perchè si sa, le bambine a sei anni sono un pò lecca-culo), le principesse. Alcune le dottoresse.
E poi ci sono le eccezioni. Io ero un'eccezione: io a sei anni, da grande, volevo fare la nuvola.
Già la nuvola. E il bello è che tutti rispondevano "aaah che bello" senza mai chiedermi "e che cosa farebbe, di grazia, la nuvola?". Forse già quando avevo sei anni, gli adulti mi vedevano, a ragione, come una un pò spostata. Anzi son sicura che fosse così perchè mi ricordo benissimo che da piccola sono stata spedita, su consiglio della mia maestra delle elementari a farmi strizzare da una psicologa...ma questa è un'altra storia.
Nessuno mi ha mai chiesto nulla. Sono io, la me trentenne che chiede alla me di sei anni "che cazzo fa, di grazia, la nuvola???".
E cerco di rispondermi.
La nuvola cambia di secondo in secondo, restando sempre sé stessa. La nuvola cambia forma e colore e consistenza. La nuvola viaggia, naviga per il cielo, si tuffa nel mare sotto forma di pioggia e torna su nel cielo quando ha voglia, sotto forma di vapore acqueo. La nuvola è lì e tutti la possono vedere ma nessuno la può toccare, nessuno la può prendere, nessuno la può avere. La nuvola è di tutti e di nessuno, la nuvola è libera.
Ecco io a sei anni ero così. A me veniva l'ansia se mi dovevo mettere "in fila per due".
Io odiavo dover andare in vacanza coi miei. Ma ci andavo, per forza.
E a 16 anni, durante una di quelle vacanze forzate, ho capito che forse la nuvola non la potevo fare, e dovevo scgliere un altro mestiere.
I miei quell'anno avevano scelto una vacanza rilassante. Un paesino sperduto nel Gennargentu, in un ex convento, in mezzo alle montagne, dove il centro abitato più vicino era a 30 km, ed era Orgosolo.
Il giorno prima della partenza ho tentato inconsciamente il suicidio lanciandomi col motorino a tutta velocità per una curva pericolosa. Mi sono fatta molto male ma non tanto da far saltare questa vacanza. Speravo almeno di incontrare un ragazzino super figo con cui fare amicizia.
E alla fine siamo partiti. Gli unici ospiti di quell'ex convento eravamo io e la mia famiglia, gli amici dei miei genitori col loro figlio mio coetaneo e un gruppo di ragazzini disabili con relativi educatori. Un ragazzo down è diventato il mio compagno di giochi preferito e la sua educatrice è diventata il mio mito, il modello da seguire!
E' stata una vacanza bellissima e divertentissima e quando sono rientrata in mezzo alla civiltà avevo le idee un pò più chiare su quello che avrei voluto fare da grande. O forse solo sulla risposta da dare a chi mi avrebbe chiesto "cosa vuoi fare da grande?".
Perchè ancora adesso, io da grande voglio fare la nuvola.
domenica 10 maggio 2009
ma quello...è un mio amIco di FACEBOOK!!!!!!!
A volte viene da chiedersi che senso abbia.
Stai a cazzeggiare su fb e ti ritrovi una richiesta d'amicizia...
vai a vedere e quasi fai fatica a ricordare dove cavolo hai sentito quel nome...
ma siii, è un vecchio compagno di scuola, non stava neanche nella tua classe,
ma si chiacchierava, ci si incontrava alla ricreazione, si è fatta anche qualche gita assieme,
scioperi e assemblee...
non lo vedi da...eh sì son 13 anni ormai!
non lo vedi e non lo senti perchè 13 anni fa non avevamo ancora neanche il cellulare!
si riuscivano ad organizzare con fatica le rimpatriate estive che saranno durate per due o tre anni
e poi ognuno per la sua strada, giustamente e naturalmente.
E adesso? adesso c'è facebook!!!
adesso perdersi di vista non esiste più, è un concetto astratto, vecchio, sorpassato!
"eravamo amici e poi...sai come vanno ste cose,ci siam persi di vista!" ma come vi siete persi di vista????
come è possibile..e...facebook???
tra i tuoi amici di facebook ci son senz'altro tutti i tuoi compagni di scuola dalle elementari all'università,
i colleghi di lavoro, il barista del villaggio dove hai fatto la stagione 10 anni fa e che ti sei dovuta spremere come
un limone rinsecchito per ricordare il nome....
(già ti vedo lì davanti al computer....ROBERTO..NO NO ALBERTO, ALBERTO BAAA, NO BEEEE, ASPETTA ASPETTA...
ERA GILBERTO????? e dopo un'ora siete....amici!!! amici di facebook!)
e quanta fatica per ricordare almeno 5 nomi del gruppo di ragazzi con cui hai fatto la vacanza studio in Irlanda o in Gran Bretagna
quando avevi 16 anni!!! ma ora son tutti tuoi amici di facebook..e alcuni ancora non te li ricordi...
poi c'hai sicuramente qualche professore, l'ex dell'amica di tua sorella, il parrucchiere di tua zia, la nipotina della vicina di casa di tua nonna
che quando avevate 6 anni passò l'estate con te a correre e a giocare a palla per strada...e adesso è sposata quindi c'hai anche suo marito.
Poi c'è ovviamente il tipo conosciuto quel famoso capodanno in discoteca, quello con cui hai ballato il lento "come mai" degli 883 e poi...
e per trovare lui hai dovuto digitare il nome e la città perchè mentre brindavate al 1995 sul sedile posteriore della sua fiat Tipo, tra una cosa e l'altra
si è scordato di dirti il cognome....per fortuna hai riconosciuto la foto!
Ti piacerebbe tanto aggiungere i pen friends giapponesi con cui ti scambiavi le letterine alla fragola per imparare l'inglese alle scuole medie...
ma se ci hai messo 40 minuti a ricordare quel Marco Rossi della vacanza in Irlanda....lasciamo perdere!
Ma intanto c'hai il giornalista che ha scritto quel bellissimo articolo, il chitarrista dei Gem Boy, Marco Carta ( chissà se è davvero lui, ma comunque fa numero),
i colleghi del tuo fidanzato, i fidanzati delle tue colleghe, i fondatori di qualche gruppo a cui ti sei iscritta....e infine i padroni dei pet che incontri al bar
che aggiungi solo per avere più coins e comprarti finalmente quella cacchio di vasca idromassaggio!!!!!!
...cosi sei arrivata a 371 amici...se avessi dovuto aggiungere solo quelli che realmente frequenti avresti si e no una quarantina di amici
e saresti considerata un pò una sfigata no?
Bè ora sei a 372 perchè hai accettato l'amicizia di quel vecchio compagno di scuola, quello dell'altra classe...
non fai a tempo ad accettare che ti si apre la finestrella di chat...OMIODDIO cazzo vuole???
"ciao!"
"hei ciao!!! quanto tempo!"
"già..come stai?"
"bene e tu?"
"ah si tutto bene...che fai"
"io vivo a Milano son laureato in economia e lavoricchio qua e la"
"ah io vivo a Bologna e lavoro in un asilo"
"ah che bello...."
"eh si...."
"ma tu sei sempre ugualeeeee"
(tu no tesoro....) "ahah grazie :D "
"....."
"...."
"quest'estate in Sardegna?"
"e certo!!!!ovvio!"
"ah dai...magari ci si becca.."
"bah magari in spiaggia" ( cazzo non ti ho beccato in 13 anni in spiaggia....)
"altrimenti si organizza, magari andiamo a bere qualcosa..."
Ecco. A questo punto, sinceramente non vi verrebbe da rispondere " Ma anche no!!!!"
Cioè, non lo vedi da 13 anni, tutto quello che avevate da dirvi l'avete esaurito in queste tre righe di chat, non chatterete mai più,
al massimo potete mettere un "mi piace" su qualche minchiata che scrive in bacheca, o copiare un test dalla sua home,
o se proprio siete molto curiose andare a vedere le foto per vedere quanti capelli gli son rimasti in testa o se te lo ricordavi proprio cosi,
come quando 13 anni 7 chili fa (suoi ovviamente) fumavate una sigaretta in cortile all'ora di educazione fisica...
Ma sinceramente ti ci vedi, al tavolo di un pub, con uno sconosciuto davanti a chiacchierare...di cosa?????
Di guerra di bande?? di rapitore seriale??? di pet society???
Immagina:
"ah ma sai quale sarà il nome dell'uomo della mia vita?? GINO!!!"
"ooh non mi dire...e io sai quale personaggio disney sono??? indovina!"
(il gobbo di notre dame????) "ahah non saprei...Peter Pan forse?"
"senti e quale canzone di ligabue ti rappresenta? e quanto conosci la lingua sarda? e quali sono le 5 cose a cui non rinunceresti mai?e che gusto di gelato sei?"
vedi le cose di cui parlare sono tante, ci sarebbe da passarci la notte..ma in fin dei conti non è meglio se te ne stai a casa, al pc e tutte queste cose te le guardi su fb?
Cerchi un modo carino per dirgli che effettivamente non avrebbe molto senso incontrarsi...ma chi se ne frega...in basso a destra c'è un'icona in cui sta scritto:
Sei online. Passa a offline.
Cliccaci su, questa è la tua risposta.
Stai a cazzeggiare su fb e ti ritrovi una richiesta d'amicizia...
vai a vedere e quasi fai fatica a ricordare dove cavolo hai sentito quel nome...
ma siii, è un vecchio compagno di scuola, non stava neanche nella tua classe,
ma si chiacchierava, ci si incontrava alla ricreazione, si è fatta anche qualche gita assieme,
scioperi e assemblee...
non lo vedi da...eh sì son 13 anni ormai!
non lo vedi e non lo senti perchè 13 anni fa non avevamo ancora neanche il cellulare!
si riuscivano ad organizzare con fatica le rimpatriate estive che saranno durate per due o tre anni
e poi ognuno per la sua strada, giustamente e naturalmente.
E adesso? adesso c'è facebook!!!
adesso perdersi di vista non esiste più, è un concetto astratto, vecchio, sorpassato!
"eravamo amici e poi...sai come vanno ste cose,ci siam persi di vista!" ma come vi siete persi di vista????
come è possibile..e...facebook???
tra i tuoi amici di facebook ci son senz'altro tutti i tuoi compagni di scuola dalle elementari all'università,
i colleghi di lavoro, il barista del villaggio dove hai fatto la stagione 10 anni fa e che ti sei dovuta spremere come
un limone rinsecchito per ricordare il nome....
(già ti vedo lì davanti al computer....ROBERTO..NO NO ALBERTO, ALBERTO BAAA, NO BEEEE, ASPETTA ASPETTA...
ERA GILBERTO????? e dopo un'ora siete....amici!!! amici di facebook!)
e quanta fatica per ricordare almeno 5 nomi del gruppo di ragazzi con cui hai fatto la vacanza studio in Irlanda o in Gran Bretagna
quando avevi 16 anni!!! ma ora son tutti tuoi amici di facebook..e alcuni ancora non te li ricordi...
poi c'hai sicuramente qualche professore, l'ex dell'amica di tua sorella, il parrucchiere di tua zia, la nipotina della vicina di casa di tua nonna
che quando avevate 6 anni passò l'estate con te a correre e a giocare a palla per strada...e adesso è sposata quindi c'hai anche suo marito.
Poi c'è ovviamente il tipo conosciuto quel famoso capodanno in discoteca, quello con cui hai ballato il lento "come mai" degli 883 e poi...
e per trovare lui hai dovuto digitare il nome e la città perchè mentre brindavate al 1995 sul sedile posteriore della sua fiat Tipo, tra una cosa e l'altra
si è scordato di dirti il cognome....per fortuna hai riconosciuto la foto!
Ti piacerebbe tanto aggiungere i pen friends giapponesi con cui ti scambiavi le letterine alla fragola per imparare l'inglese alle scuole medie...
ma se ci hai messo 40 minuti a ricordare quel Marco Rossi della vacanza in Irlanda....lasciamo perdere!
Ma intanto c'hai il giornalista che ha scritto quel bellissimo articolo, il chitarrista dei Gem Boy, Marco Carta ( chissà se è davvero lui, ma comunque fa numero),
i colleghi del tuo fidanzato, i fidanzati delle tue colleghe, i fondatori di qualche gruppo a cui ti sei iscritta....e infine i padroni dei pet che incontri al bar
che aggiungi solo per avere più coins e comprarti finalmente quella cacchio di vasca idromassaggio!!!!!!
...cosi sei arrivata a 371 amici...se avessi dovuto aggiungere solo quelli che realmente frequenti avresti si e no una quarantina di amici
e saresti considerata un pò una sfigata no?
Bè ora sei a 372 perchè hai accettato l'amicizia di quel vecchio compagno di scuola, quello dell'altra classe...
non fai a tempo ad accettare che ti si apre la finestrella di chat...OMIODDIO cazzo vuole???
"ciao!"
"hei ciao!!! quanto tempo!"
"già..come stai?"
"bene e tu?"
"ah si tutto bene...che fai"
"io vivo a Milano son laureato in economia e lavoricchio qua e la"
"ah io vivo a Bologna e lavoro in un asilo"
"ah che bello...."
"eh si...."
"ma tu sei sempre ugualeeeee"
(tu no tesoro....) "ahah grazie :D "
"....."
"...."
"quest'estate in Sardegna?"
"e certo!!!!ovvio!"
"ah dai...magari ci si becca.."
"bah magari in spiaggia" ( cazzo non ti ho beccato in 13 anni in spiaggia....)
"altrimenti si organizza, magari andiamo a bere qualcosa..."
Ecco. A questo punto, sinceramente non vi verrebbe da rispondere " Ma anche no!!!!"
Cioè, non lo vedi da 13 anni, tutto quello che avevate da dirvi l'avete esaurito in queste tre righe di chat, non chatterete mai più,
al massimo potete mettere un "mi piace" su qualche minchiata che scrive in bacheca, o copiare un test dalla sua home,
o se proprio siete molto curiose andare a vedere le foto per vedere quanti capelli gli son rimasti in testa o se te lo ricordavi proprio cosi,
come quando 13 anni 7 chili fa (suoi ovviamente) fumavate una sigaretta in cortile all'ora di educazione fisica...
Ma sinceramente ti ci vedi, al tavolo di un pub, con uno sconosciuto davanti a chiacchierare...di cosa?????
Di guerra di bande?? di rapitore seriale??? di pet society???
Immagina:
"ah ma sai quale sarà il nome dell'uomo della mia vita?? GINO!!!"
"ooh non mi dire...e io sai quale personaggio disney sono??? indovina!"
(il gobbo di notre dame????) "ahah non saprei...Peter Pan forse?"
"senti e quale canzone di ligabue ti rappresenta? e quanto conosci la lingua sarda? e quali sono le 5 cose a cui non rinunceresti mai?e che gusto di gelato sei?"
vedi le cose di cui parlare sono tante, ci sarebbe da passarci la notte..ma in fin dei conti non è meglio se te ne stai a casa, al pc e tutte queste cose te le guardi su fb?
Cerchi un modo carino per dirgli che effettivamente non avrebbe molto senso incontrarsi...ma chi se ne frega...in basso a destra c'è un'icona in cui sta scritto:
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domenica 22 marzo 2009
Appurato che la matematica non è un'opinione come la mettiamo con la geografia?

Mi vergogno. E' più di un mese che non posto. Mi vergogno e mi scuso con i miei due lettori ( la dada Chiata e Marcobaleno!) per essere una blogger cosi pigra e incostante.
I motivi della mia assenza sono tanti,ma si riducono fondamentalmente a uno: dopo essermi allenata parecchio col brain trainer del dr Kaw....comesichiama sulla Nds il magico e misterioso mondo della matematica ha cominciato ad essere un pò meno misterioso per me...ebbene si! Sottrazioni a catena e conti e resti son diventati dei giochi accessibili anche per me. Riesco a dire con una certa sicurezza 7+5=12 (aspe...sì sì 12) senza usare la calcolatrice e senza contare con le dita...
Ma io son rimasta sempre la stessa, con tutti i miei dubbi e le mie incertezze.
E tra i miei dubbi e le mie incertezze c'è sempre lui...il chiodo fisso, quello che è l'argomento che in qualsiasi momento, con chiunque mi trovi, in qualsiasi situazione allegra o triste, dopo aver esaurito gli altri argomenti di conversazione,salta inevitabilmente fuori. Lui. Il Molise. Il Molise, questo misterioso sconosciuto.
Penso di essere una persona mediamente colta, sì. Conosco la maggior parte degli autori italiano dal 700 a oggi, conosco la maggior parte delle correnti letterarie, so tradurre in inglese una semplice frase, come ad esempio "il libro è sul tavolo", so fare l'analisi logica di alcune semplici frasi come "Maria mangia la mela" o "la dadaniela va in Ascoli" (con la straordinaria partecipazione del complemento di moto "in" luogo che si distingue dal moto "a" luogo se il soggetto anzichè andare in Ascoli va magari a Milano..).
Nonostante questa mia rispettabile cultura, ogni qualvolta costruisco mentalmente il puzzle dell'Italia politica mi ritrovo con in mano un pezzo, mi avanza sempre lo stesso: e quel pezzo si chiama Molise!
Il sabato sera si esce, si mangia si beve, si chiacchiera e si finisce sempre con..."ma dove sta di preciso il Molise???". In pausa pranzo ci si rilassa, si passeggia, ci si scambiano opinioni sui più svariati argomenti e poi alla fine "ma quali sono le città del Molise?".
Eppure tutte le volte che il dubbio mi assale, la prima cosa che faccio appena possibile è aprire google cercare una cartina dell'Italia, localizzare il Molise e fissare le sue (tra l'altro due) province che sono Campobasso (giusto?) e un'altra che non mi ricordo...
Credo che il prossimo gioco del brain traniner del dr Kaw...comesichiama riguarderà la geografia...
Dada Delfina
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